
Questo spettacolo è il risultato del laboratorio teatrale per young adults condotto da Iacopo Bertoni.
L’obiettivo che ci eravamo prefissati era quello di prendere i tabù e gli stereotipi della sessualità, intesa in senso ampio e generale, per metterli in crisi.
Abbiamo cercato di capire quanto possano essere ormai obsoleti e fuori tempo massimo nella società ideale e come, invece, sono presenti nelle nostre realtà quotidiane.
Durante il laboratorio ci siamo confrontati e scontrati, anche fra di noi – ma tranquilli non ci siamo mai picchiati – e ci siamo resi conto di quanto, ognuno di noi, ha bisogno di parlare, di comunicare, vis à vis; Perché non parlarne, far finta di niente, accettare purché non se ne parli, rende solo invisibili i problemi.
Quindi, con l’umiltà e la limitatezza dei cialtroni – per citare Massimiliano Civica –, ci siamo permessi di convocare questa grande assemblea, che ha più di duemila anni e ancora esiste, per alzare la mano e dire “Abbiamo questo problema, da soli non ce la facciamo, Che possiamo fare insieme?”

Qual è la relazione che instauriamo con gli oggetti che ci circondano?
Alcuni li perdiamo nei meandri della nostra memoria, altri li perdiamo fisicamente, altri ancora si trasformano nei nostri desideri.
Un gruppo di ragazzi viene magicamente catapultato in un luogo misterioso abitato da tutti gli oggetti del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro.




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